NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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30/06/2026

Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2026-2031

A cura di Alice Masini, Università del Piemonte Orientale

 

Con l’intesa Stato-regione del 21 maggio 2026 il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2026-2031 è stato ufficialmente definito e redatto. Rispetto ai precedenti PNP l’attuale nuovo piano prevede un rafforzamento delle risorse dedicate alla prevenzione, con ulteriori 50 milioni di euro stanziati per il 2026 a sostegno delle attività preventive territoriali.

 

Il PNP 2026–2031 si colloca in un contesto di profondo rinnovamento digitale e organizzativo della sanità pubblica italiana, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione attraverso strumenti innovativi e una governance più integrata. Tra le principali novità vi è l’istituzione del National Health Prevention Hub (NHPH), finanziato dal PNRR nell’ambito della Missione 6 “Salute”, come piattaforma nazionale dedicata alla digitalizzazione e al coordinamento delle attività di prevenzione. Il Prevention Hub, incardinato presso il Ministero della Salute, integra dati sanitari, ambientali, veterinari e sociali secondo l’approccio One Health, favorendo una visione complessiva dei determinanti di salute. Attraverso la raccolta e l’analisi di dati strategici, il sistema mira a supportare la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di prevenzione, anche in collaborazione con Regioni, Province Autonome, ISS e Agenas.

 

Tra gli obiettivi principali del progetto rientrano:

- il rafforzamento delle reti nazionali e regionali per promuovere politiche di prevenzione integrate, inclusive e sostenibili;

- l’integrazione delle iniziative del SSN per la prevenzione delle malattie croniche, la promozione di sani stili di vita e la gestione delle emergenze epidemiologiche;

- lo sviluppo di strumenti avanzati per la raccolta e l’analisi dei dati, utili a migliorare la governance dei LEA e ridurre i divari territoriali.

 

Il PNP 2020–2025 aveva già consolidato il ruolo della prevenzione come strumento operativo per l’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) nell’ambito della prevenzione collettiva e della sanità pubblica, sostenendo interventi quali vaccinazioni, screening oncologici e promozione della salute. Questo percorso è stato ulteriormente rafforzato dal D.M. 77/2022, che ha introdotto nuovi standard organizzativi, qualitativi e tecnologici per l’assistenza territoriale, con l’obiettivo di migliorare accessibilità, qualità ed efficienza dei servizi sanitari. In tale prospettiva, il nuovo PNP 2026–2031 punta a consolidare i risultati raggiunti e a integrare pienamente gli strumenti introdotti dal D.M. 77/2022, promuovendo una prevenzione più capillare, proattiva e digitale, capace di potenziare il monitoraggio sanitario, favorire il coinvolgimento dei cittadini e garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi.

Rispetto al precedente, il nuovo Piano punta a rafforzare l’uniformità degli interventi di prevenzione su tutto il territorio nazionale. Le Regioni perseguiranno, infatti, obiettivi predefiniti e vincolanti per aree tematiche, a partire dagli screening oncologici con particolare riferimento all’ampliamento graduale dello screening colorettale alla fascia 70-74 anni e dello screening mammografico tra 45-49 e 70-74 anni.

Il PNP 2026-2031 si concentra fortemente su un approccio alla salute abbracciando il principio One Health come cardine delle politiche di prevenzione rivolto quindi ad una visione a 360 gradi della salute che sia comprensiva della salute umana, animale e ambientale.  Al centro del Piano anche l’intersettorialità e il rafforzamento degli interventi nei diversi contesti di vita e di lavoro, lungo tutto il corso della vita, per rendere la prevenzione più efficace ed equa su tutto il territorio nazionale.

 

Sono sette le aree di intervento prioritarie per la salute pubblica individuate nel PNP 2026-2031:

1.      Malattie croniche non trasmissibili: Include interventi per prevenire patologie cardiovascolari, oncologiche, respiratorie e metaboliche, attraverso la promozione di stili di vita sani, screening e presa in carico della cronicità.

 2.     Dipendenze e problemi correlati: Comprende azioni di prevenzione e contrasto delle dipendenze da sostanze, alcol, tabacco e nuove forme di addiction comportamentale.

 3.     Incidenti stradali e domestici: Mira a ridurre il numero di incidenti attraverso campagne educative, prevenzione dei fattori di rischio e promozione della sicurezza. 

 4.    Salute, sicurezza e benessere dei lavoratori: Include programmi per la prevenzione degli infortuni, dei rischi professionali, dello stress lavoro-correlato e delle esposizioni nocive. 

 5.     Ambiente, clima e salute: Affronta gli effetti dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e dei rischi ambientali sulla salute umana, secondo l’approccio One Health. 

 6.     Malattie infettive prioritarie: Comprende vaccinazioni, sorveglianza epidemiologica, preparedness e risposta alle emergenze infettive e pandemiche. 

 7.   Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria: Riguarda il controllo delle malattie trasmesse dagli alimenti, la sicurezza nutrizionale, la salute animale e il monitoraggio delle  zoonosi. 

 

Queste 7 macroaree di intervento sono declinate da 14 programmi, molti dei quali già presenti nelle precedenti edizioni:

 

·         PP1 Scuole che Promuovono Salute 

·         PP2 Comunità attive 

·         PP3 Luoghi di lavoro che promuovono salute 

·         PP4 Dipendenze 

·        PP5 Piano mirato di prevenzione (PMP) per la definizione di modello di monitoraggio della qualità e dell’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 

·         PP6 Prevenzione del rischio cancerogeno e reprotossico professionale, del sovraccarico biomeccanico e dei rischi psicosociali 

·         PP7 Prevenzione in edilizia, agricoltura e nell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di 

·         PP8 Screening oncologici organizzati per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori 

·         PP9 Ambiente, clima e salute 

·         PP10 Sorveglianza e controllo delle malattie infettive in ambito umano 

·         PP11 Prevenzione nella gestione integrata della cronicità 

·         PP12 Promozione della salute nei primi mille giorni 

·         PP13 Malattie trasmissibili con gli alimenti, tutela della salute dei consumatori e nutrizione 

·         PP14 Problematiche sanitarie emergenti nell’ambito degli animali da compagnia

 

Un elemento che appare relativamente poco esplicitato all’interno del PNP 2026–2030 riguarda il tema dell’Healthy Ageing (invecchiamento in salute). Nonostante l’importanza crescente di questo ambito, sostenuta da una vasta produzione scientifica nell’ultimo decennio e dalla centralità assunta a livello internazionale nelle politiche dell’OMS, il piano italiano non sembra configurare l’invecchiamento in salute come una tematica autonoma e strutturata. Nel PNP, infatti, la popolazione anziana viene prevalentemente considerata all’interno di cornici già esistenti, in particolare: la prevenzione e gestione delle malattie croniche non trasmissibili; la presa in carico della fragilità e della non autosufficienza; gli interventi di promozione della salute lungo tutto il ciclo di vita (life course approach). 

Un’analisi analoga può essere condotta per il tema della salute mentale, che rappresenta oggi una delle principali aree di interesse della sanità pubblica ma che, all’interno del PNP 2026–2030, non risulta pienamente strutturata come asse autonomo e prioritario. Nel piano, infatti, la salute mentale è presente in modo diffuso e trasversale, ma non viene identificata come una macro-area specifica di intervento. Essa è intercettata soprattutto all’interno di altre linee di azione, in particolare: la prevenzione delle dipendenze patologiche, gli interventi lungo il life course, con attenzione ai fattori di rischio nelle diverse fasi della vita, le azioni rivolte alle fasce vulnerabili della popolazione, la promozione del benessere generale e degli stili di vita salutari.

In sintesi, il Piano si colloca in continuità con il precedente PNP 2020-2025, ma introduce e rafforza alcuni elementi di particolare rilievo: l’equità come principio trasversale, l’approccio lungo tutto l’arco della vita, la centralità delle vaccinazioni e degli screening, l’attenzione alla fragilità, alla cronicità, agli stili di vita e al rapporto tra ambiente, clima e salute. 

 

Link al PNP 2026-2031: piano nazionale prevenzione.pdf


11/06/2026

Soluzioni sostenibili per mitigare lo stress da calore sul lavoro

A cura di Luisella Gilardi, DoRS

 

Lo stress da calore nei luoghi di lavoro soprattutto all’aperto o in ambienti caldi, può causare disidratazione, affaticamento, riduzione della produttività e, nei casi più gravi, colpi di calore mortali. Oltre un miliardo di lavoratori nel mondo è esposto a temperature eccessive, un fenomeno aggravato dal cambiamento climatico.

I fattori di rischio sono ambientali (temperatura, umidità, ventilazione), individuali (salute, idratazione, abbigliamento, stanchezza), demografici (età, vulnerabilità, condizioni sociali) e occupazionali (orari, lavoro all’aperto, carichi e pause). Per questo è necessario adottare interventi efficaci e sostenibili per proteggere la salute dei lavoratori.

Recentemente, un’analisi epidemiologica, sviluppata a partire dai dati dell’Inail* degli infortuni ha consentito di stimare un rischio relativo di infortunio pari a 1,12 per esposizione a temperature superiori al 75° percentile della media giornaliera per il periodo 2014- 2019. In Italia, a partire dal  lavoro di ricerca Worklimate realizzato da Inail e CNR (1), lo scorso anno sono state emanate ordinanze che hanno interessato la maggior parte delle regioni italiane in cui si sospendeva l’attività lavorativa dalle ore 12.30 alle 16 per i lavoratori con esposizione prolungata al sole e nelle aree geografiche per le quali la piattaforma previsionale indicasse un rischio alto per la salute dei lavoratori dovuto al caldo estremo.

La sospensione ha riguardato alcune attività lavorative come il settore agricolo, florovivastico, i cantieri edili e stradali e le cave. In alcune regioni queste misure si sono estese anche ai rider.

La sospensione dei lavori per alcune professioni nelle ore più calde è una degli interventi presi in considerazione nella umbrella review di Morris che esamina 36 revisioni sistematiche e sintetizza le prove di efficacia per una serie di interventi prendendo in considerazione anche aspetti legati a sostenibilità ambientale ed economica.

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(1)  Marinaccio A Morabito M, Taino L, Scarselli A, Bonafede M. Ricerca scientifica e politiche di adattamento: il progetto Worklimate e le ordinanze regionali di protezione dei lavoratori dal caldo estremo. E&P 2026, 50 (2) marzo-aprile p. 146-150

*Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro


11/12/2025

Promuovere l’alfabetizzazione alla salute mentale negli studenti di 13 - 16 anni: una revisione sistematica

 A cura di Rita Longo, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3 Regione Piemonte

ll disagio mentale in età giovanile – se non riconosciuto o trattato - può influenzare negativamente la salute fisica e psichica nelle successive fasi di vita. Una delle cause che impedisce agli/alle adolescenti di chiedere aiuto e accedere ai servizi dedicati è la paura dello stigma o discriminazione, spesso legato alla mancanza di conoscenze sul tema: per tale motivo, sono utili e necessari interventi di alfabetizzazione alla salute mentale in adolescenza, per aumentare tali conoscenze su cause e caratteristiche di specifici disturbi e condizioni mentali, rinforzare capacità quali darsi aiuto e aiutare, modificare pregiudizi (stigma) verso se stessi e verso le persone con problemi mentali.
 
 
 
 


30/10/2025

Interventi per prevenire le cadute negli anziani nelle strutture residenziali assistite

A cura di Benedetta Contoli,  Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità.

L’articolo di Dyer et al., 2025, pubblicato sulla Cochrane Database of Systematic Reviews, esamina l’efficacia e la sicurezza dei diversi interventi per la prevenzione delle cadute negli anziani che vivono in strutture residenziali assistite. L’obiettivo è valutare, attraverso una revisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati, se le diverse strategie, tra cui programmi di esercizio fisico, interventi multifattoriali personalizzati, revisione farmacologica, supplementazione di vitamina D, interventi nutrizionali e formazione del personale, siano efficaci nel ridurre il rischio e il tasso di cadute, nonché le conseguenze correlate come le fratture e la perdita di autonomia. La revisione dimostra che gli interventi multifattoriali personalizzati e i programmi di esercizio fisico regolare sono efficaci nel ridurre le cadute tra gli anziani in strutture residenziali, con un buon profilo di sicurezza e una potenziale costo-efficacia. Tuttavia, evidenzia la necessità di studi futuri più omogenei e di lungo periodo, per valutare la sostenibilità degli interventi, il loro impatto sulla qualità di vita e la fattibilità nei diversi contesti assistenziali.

 

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12/03/2025

Effetti degli interventi per la prevenzione degli incidenti stradali: una overview di revisioni sistematiche

A cura di Fabio Cruciani e Rosella Saulle, Dipartimento di Epidemiologia SSR del Lazio - ASL Roma 1

Più di 1,25 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di incidenti stradali che sono la principale causa di morte tra le persone di età compresa tra 15 e 29 anni. Quasi la metà di coloro che muoiono sulle strade del mondo sono "utenti della strada vulnerabili": pedoni, ciclisti e motociclisti. Senza un'azione sostenuta, si prevede che gli incidenti stradali diventeranno la settima causa di morte entro il 2030. L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ha fissato l’obiettivo ambizioso di dimezzare il numero globale di morti e feriti a seguito di incidenti stradali nel 2020 (INAIL- OMS).

Il lavoro pubblicato da Fisa et al. 2022 è una overview di revisioni sistematiche (RS) che ha come obiettivo quello di descrivere e riassumere gli effetti degli interventi messi in atto nel mondo per la riduzione degli incidenti stradali.

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18/02/2025

Scegliere interventi di prevenzione efficaci sostenibili e trasferibili in base alla valutazione dell’impatto sulla salute e dei costi

Webinar ECM “Scegliere interventi di prevenzione efficaci sostenibili e trasferibili in base alla valutazione dell’impatto sulla salute e dei costi” – 11 marzo 2025 (9.00-13.00)

Il workshop offre un'opportunità per approfondire alcune metodologie e strumenti utili per selezionare e implementare interventi di prevenzione efficaci, sostenibili e trasferibili.

L'evento è gratuito ed è accreditato con 4 crediti ECM.

» Consulta e scarica il programma
» Per iscriversi cliccare qui


10/12/2024

L’efficacia di differenti tipologie di interventi di guida nella popolazione adulta più anziana

A cura di Renata Leardi  - DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3 Regione Piemonte 

Questa revisione sistematica e meta-analisi di 26 studi pubblicati e 5 studi dalla letteratura grigia ha preso in considerazione training specifici per le differenti abilità (riabilitazione fisica/esercizio, training visivo/percettivo, training cognitivo) e approcci combinati per migliorare le prestazioni e la sicurezza di guida tra gli adulti più anziani.

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11/12/2023

Quali sono gli interventi efficaci per la prevenzione dell'uso di sigarette elettroniche fra i bambini e i giovani?

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

 

Il consumo di tabacco è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie e il tabagismo, patologia cronica recidivante, rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Fenomeno emergente è il consumo di prodotti nuovi contenenti nicotina, quali i prodotti a tabacco riscaldato e la sigaretta elettronica, particolarmente diffusi nella popolazione giovanile. L'uso di sigarette elettroniche, noto anche come vaping, è aumentato tra i bambini e i giovani dalla sua introduzione a metà degli anni 2000.

Gli autori hanno selezionato 39 articoli che rispondevano ai criteri di selezione scelti. Fra questi, sono stati valutati 14 interventi individuali di prevenzione (4 riguardanti il monitoraggio parentale, 3 i videogiochi, 2 l’uso di messaggi di testo, 3 l’utilizzo di messaggi grafici sul tema, 2 interventi nel sistema sanitario), 19 interventi scolastici (14 interventi educativi e sulle competenze, 5 interventi riguardanti politiche e divieti) e 6 interventi di comunità (3 interventi su social media, 3 campagne su mass media).

Sono stati esaminati gli outcome secondari che comprendono l'iniziazione al tabacco e le intenzioni, la conoscenza e la percezione del rischio della sigaretta elettronica e le intenzioni di sperimentarne l'utilizzo, in quanto questi fattori sono considerati potenziali indicatori dell'iniziazione alla sigaretta elettronica.

Alcuni studi sembrano dimostrare che un forte monitoraggio genitoriale percepito costituisca un intervento di prevenzione efficace dell'iniziazione all'utilizzo di sigarette elettroniche; tuttavia, il disegno degli stessi studi non consente di affermare una chiara causalità.

Sono emerse prove promettenti, ma limitate, che i curricula sulle competenze socio-emotive e il coinvolgimento di peer leader svolgano effettivamente una funzione preventiva.

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06/12/2023

Efficacia degli interventi di esercizio fisico per prevenire il dolore al collo

 A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

 

Tra i disturbi muscolo-scheletrici, il dolore al collo è al secondo posto dopo la lombalgia con un notevole onere individuale ed economico. L'incidenza è particolarmente alta negli impiegati, ed è spesso persistente e ricorrente. Obiettivo della revisione è stato aggiornare le evidenze sull'efficacia degli interventi di esercizio fisico per prevenire gli episodi di dolore al collo.

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16/10/2023

Barriere e facilitatori della partecipazione all’attività fisica in bambini e adolescenti con disabilità intellettive

 A cura di Rosella Saulle e Fabio Cruciani, Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio-ASL Roma1

Regolari livelli di attività fisica contribuiscono a mantenere e migliorare il benessere mentale e psicofisico in ogni età e fase della vita, in adulti e anziani così come nei bambini e adolescenti.

I bambini e gli adolescenti con disabilità intellettiva (DI) sono meno attivi rispetto ai loro coetanei senza disabilità e hanno bassi livelli di attività fisica (AF). Comprendere i fattori che influenzano la partecipazione di questa popolazione all’AF è essenziale per progettare interventi efficaci e accettabili.

La scoping review condotta da Yu et al. 2022 ha identificato barriere e fattori favorenti la partecipazione all’AF in bambini e adolescenti con DI.

In generale, i fattori individuali legati alla propria disabilità, la bassa autoefficacia, la mancanza di sostegno da parte dei genitori, le strutture inadeguate o inaccessibili e la mancanza di programmi adeguati sono stati le barriere più comunemente segnalate. Un'elevata autoefficacia, il piacere di praticare attività fisica, un sufficiente sostegno da parte dei genitori, l'interazione sociale con i coetanei, la partecipazione alle lezioni di educazione fisica a scuola e programmi di attività fisica adattati sono stati i fattori più comunemente segnalati come facilitatori.

E’ importante di avviare interventi multimodali che tengano conto del coinvolgimento delle famiglie, delle scuole e di un sostegno da parte di una rete più ampia affinché tali interventi di promozione dell’AF possano rivelarsi efficaci e promettenti, favorendo la partecipazione di bambini e adolescenti con disabilità intellettive.

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01/06/2023

Interventi scolastici per prevenire la violenza di genere durante gli appuntamenti e nelle relazioni

A cura di Marina Penasso, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte

 La revisione con metanalisi aveva come obiettivo di indagare l’efficacia degli interventi scolastici rivolti a bambini, bambine e adolescenti ( di età compresa tra 5 e 18 anni) per prevenire la vittimizzazione e la perpetrazione della violenza relazionale (DRV) e della violenza di genere (GBV). I risultati hanno evidenziato come gli interventi scolastici possano raggiungere un'ampia gamma di studenti, mirando sia ai processi individuali sia di gruppo che possono essere alla base di DRV e GBV. L’evidenza è risultata più forte per DRV rispetto alla GBV. Interventi più estesi potrebbero non essere più efficaci. Una possibile ragione per una maggiore efficacia della DRV è che mentre la GBV è radicata nelle culture e nelle pratiche scolastiche, la DRV è potenzialmente più aperta al cambiamento affrontando le conoscenze e gli atteggiamenti individuali.

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16/06/2022

Interventi universali e selettivi per promuovere una buona salute mentale tra i giovani: revisione sistematica e metanalisi

A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte

I problemi di salute mentale rappresentano una delle 5 cause di morbilità e mortalità a livello mondiale tra i bambini e gli adolescenti.
Gli autori della revisione hanno indagato e dimostrata l'efficacia degli interventi universali e selettivi di promozione della salute mentale rivolti ai giovani, in particolare per alcune metodologie e su alcuni esiti/risultati di salute.

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14/10/2021

Le misure non farmacologiche nelle RSA per prevenire o ridurre l'infezione da SARS CoV-2

A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

Iniziata a fine 2019, la COVID-19, causata dal coronavirus SARS CoV-2, si è diffusa a livello mondiale. Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), per anziani o persone affette da disabilità, sono contesti ad alto rischio di focolai epidemici, con un carico di malattie e decessi molto alto tra i loro residenti.


14/10/2021

L’efficacia di interventi psicologici multicomponente nel setting scolastico per la salute mentale degli adolescenti

A cura di Patrizia Brigoni, UPO, Università del Piemonte Orientale

La revisione di Tejada-Gallardo et al. ha indagato l’efficacia di interventi psicologici multicomponente realizzati in ambito scolastico, volti a favorire il benessere degli adolescenti e prevenire i comportamenti a rischio. Lo studio è presente nel portale Best practice – Evidence database dell’Agenzia Europea European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA)


13/10/2021

Laboratorio della Prevenzione. Uno strumento a supporto delle scelte.

 A cura di Cristiano Piccinelli e Carlo Senore,  AOU – Città della Salute e della Scienza di Torino (CPO Piemonte)

In breve…

  •  In una popolazione che tende all’invecchiamento, ridurre il carico delle malattie croniche non trasmissibili diventa essenziale per preservare il Sistema Sanitario.
  • Intervenire sugli stili di vita, fattori di rischio prevenibili, permetterebbe potenzialmente un risparmio in termini di malattia e di risorse.
  • Fino a oggi in materia di prevenzione non erano disponibili criteri oggettivamente definiti per compiere scelte di priorità.
  •  Il Laboratorio della Prevenzione ha messo a disposizione dei decisori un modello innovativo per l’analisi costi/benefici e la selezione degli interventi.
 


07/06/2021

Attività fisica per le persone anziane

Una Collezione speciale Cochrane dedicata all’attività fisica per le persone anziane curata da Cochrane Campbell Global Aging Partnership.

I benefici dell’attività fisica per la salute degli anziani sono ampiamente documentati: una adeguata e regolare attività fisica ha molteplici benefici per la salute e il benessere, riduce il rischio di malattia, aiuta a mantenere e migliorare la funzione fisica e mentale.

Tuttavia, per molte persone l’invecchiamento coincide proprio con la diminuzione della mobilità, delle competenze motorie e dell’indipendenza funzionale.

Inoltre, diversi studi suggeriscono che l’epidemia da COVID-19 ha influito negativamente sull’attività fisica delle persone anziane, in quanto l’isolamento domiciliare ha reso più difficoltosa l’aderenza ai livelli raccomandati di esercizio fisico, soprattutto per le attività all’aperto e di gruppo.

Questa raccolta speciale contiene una selezione di revisioni e ricerche Cochrane che valutano i benefici degli interventi di attività fisica nella popolazione anziana. Le revisioni sintetizzano le evidenze riguardanti gli anziani in generale o gruppi di persone che hanno condizioni di salute specifiche.

https://www.cochranelibrary.com/collections/doi/SC000048/full