NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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Modulazione delle pause e degli orari di lavoro per prevenire disturbi a carico dell’apparato muscoloscheletrico
Domanda di ricerca

La modulazione di orari e pause di lavoro sono interventi efficaci per prevenire i disturbi muscolo scheletrici negli addetti a lavori di ufficio?


Quello che conta

Selezionati 6 RCT per un totale di 373 lavoratori. Gli studi hanno esaminato diverse frequenze di interruzione del lavoro (cinque studi) e diversi tipi di interruzione del lavoro (due studi). Nessuno ha investigato le diverse durate delle pause di lavoro.

Numero di pause

L’introduzione di un numero maggiore di pause può non avere un effetto sul dolore, disagio e affaticamento dell’apparato muscoloscheletrico rispetto alle pause normali o quelle effettuate secondo necessità. Possono essere, invece, efficaci, nell’aumentare la produttività e le performance sul lavoro.

Tipologia di pause

Non si riscontrano differenze tra pause “attive” (camminata nel parco; rilassamento muscolare) e pause “passive” (non si propone alcuna attività) rispetto al disagio e affaticamento dell’apparato muscoloscheletrico e alla produttività e performance lavorativa.


Caveat

La qualità delle prove è bassa o molto bassa a causa del disegno dello studio e l’esigua dimensione della popolazione in studio.


Contesto

Le assenze dal lavoro dovute a problemi all’apparato muscolo scheletrico in UK, Germania e Olanda oscillano tra il 21 e il 28% dei giorni totali di assenza per malattia. Il problema è rilevante in generale e ancora di più per la popolazione lavorativa.

Negli ultimi decenni molti settori industriali hanno automatizzato alcune operazioni, i lavori sono diventati più ripetitivi e monotoni. Queste ultime due condizioni possono aumentare il rischio di sviluppare disturbi a carico dell’apparato muscoloscheletrico. Sono stati studiati molti interventi per contrastare questi disturbi e prevenirne l’insorgenza, alcuni comportano cambiamenti più strutturali come la riprogettazione della postazione di lavoro, altri organizzativi come la modulazione dell’orario di lavoro e delle pause.


In evidenza

Uno studio è risultato significativo rispetto all’incremento della performance e dell’attività produttiva. In questo caso i lavoratori dovevano svolgere ogni 45 minuti brevi sessioni (15 secondi) di esercizi di rafforzamento, stretching e posturali (Mc Lean, 2001).

In questo caso lo studio ha confrontato le pause aggiuntive con quelle svolte secondo necessità.


Implicazioni per la pratica

La letteratura è di qualità bassa, la revisione non giunge a risultati definitivi rispetto agli esiti presi in considerazione (problemi all’apparato muscoloscheletrico).

Può suggerire che un intervento a basso costo, come l’incremento del numero delle pause nel corso della giornata lavorativa può avere benefici su performance e produttività.


Giudizio di qualità revisione

Alta  (Revisione Cochrane)


Riferimento bibliografico revisione

Luger T, Maher CG, Rieger MA, Steinhilber B. Work-break schedules for preventing musculoskeletal symptoms and disorders in healthy workers. Cochrane Database of Systematic Reviews 2019, Issue 7. Art. No.: CD012886.


Altri riferimenti

McLean L, Tingley M, Scott RN, Rickards J. Computer terminal work and the benefit of microbreaks. Applied Ergonomics  2001;32:225-37


Setting - ambiente di lavoro -
Aree di intervento - salute e sicurezza lavoro -
Parole chiave - problemi muscoloscheletrici - turno lavorativo - ergonomia - disturbi muscoloscheletrici - pause -
Outcome

Patologie muscoloscheletriche


Sintesi e traduzione

Sintesi e traduzione a cura di Luisella Gilardi, DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte, Italia.