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Pause attive a scuola

A cura di Alice Masini, Dipartimento di Medicina Traslazionale Università del Piemonte Orientale

L’attività fisica in età evolutiva rappresenta un elemento fondamentale per favorire la crescita e lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti, contribuendo al benessere fisico, psicologico e sociale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda ai bambini e agli adolescenti dai 5 ai 17 anni di svolgere in media almeno 60 minuti al giorno di attività fisica di intensità moderata-vigorosa, includendo attività di rafforzamento muscolare e osseo almeno tre volte alla settimana. Nonostante queste indicazioni,sia  l’inattività fisica definita come non raggiungimento delle raccomandazioni dell’OMS sia  i comportamenti sedentari rappresentano un problema sempre più  rilevante nella popolazione scolastica. Le giornate dei bambini e dei ragazzi sono spesso caratterizzate da numerose ore trascorse in posizione seduta, sia durante le lezioni scolastiche sia nello svolgimento dei compiti a casa e nelle attività ricreative, come guardare la televisione o utilizzare computer, tablet e smartphone. La riduzione delle occasioni di movimento può influire negativamente sulla salute e sul benessere generale, rendendo necessario promuovere strategie semplici ed efficaci per integrare l’attività fisica nella quotidianità.

Tra le strategie proposte dalla letteratura scientifica e raccomandate dal Ministero della Salute rientrano le pause attive, conosciute anche come active breaks o movement breaks. Si tratta di brevi interruzioni dell’attività didattica, della durata indicativa di 5-15 minuti, durante le quali gli alunni vengono coinvolti in esercizi motori svolti in piedi e in movimento, anche senza la necessità di attrezzature specifiche.

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