NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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L’efficacia degli interventi di prevenzione del suicidio. Una review e meta-analisi
Data di inserimento 01/02/2021
Anno 2016
Domanda di ricerca

Gli interventi di prevenzione del suicidio sono efficaci?


Quello che conta

 La review e la meta-analisi analizzano studi di valutazione degli effetti degli interventi di prevenzione del suicidio, concentrandosi in particolare gli effetti derivanti dall’interazione sinergica di interventi multi-livello (interventi realizzati in più setting e che coinvolgono più attori).

Sono stati individuati 16 studi, con un totale globale di 252.932 partecipanti, pubblicati tra il 2011 e il 2017; la meta-analisi ne ha riguardato 15, con 29.071 partecipanti. Di questi studi, 2 valutano interventi multilivello. Gli studi sono valutati di “buona qualità” secondo le LLGG dell’Oxford Centre of Evidence-based Medicine.

Dagli studi sono emersi effetti statisticamente significativi degli interventi sulla riduzione degli atti suicidari (d = - 0.535, 95% CI – 0.898; - 0.171, p = .004) e dei tentativi di suicidio (d = - 0.449, 95% CI – 0.618; - 0.280, p = < .001).
Per quanto riguarda gli effetti degli interventi multilivello, la meta-regressione ha rilevato un effetto “sinergico” significativamente più ampio, collegato al numero di livelli/setting previsti (p = .032).  

La review fornisce, per la prima volta, una stima comparativa degli effetti dei diversi tipi di intervento di prevenzione del suicidio da cui emerge che questi interventi sono efficaci nella prevenzione dei tentativi di suicidio e suicidi conclamati. Gli interventi multilivello sembrano avere un “potenziale sinergico” maggiore rispetto alla somma degli effetti di interventi singoli


Caveat

Non esiste ancora una valutazione dell’efficacia dovuta alla sinergia di più livelli combinati: sono stati inclusi solo 2 studi inerenti interventi multi-livello (e ciò ha comportato una stima/valutazione meno precisa dell’effetto sinergico).


Contesto

Il suicidio è uno dei principali problemi di salute mentale, con 800.000 suicidi all’anno. A partire dal 2013 l’organizzazione mondiale della sanità WHO ha dichiarato e chiesto impegno agli Stati membri su questo tema, favorendo la diffusione di strategie a livello nazionale e locale, analizzate all’interno di varie review.
Nonostante la crescente evidenza dell’efficacia di parecchie strategie di prevenzione del suicidio, sino ad oggi non è però stata effettuata alcuna “valutazione comparativa” sugli effetti specifici dei diversi tipi di interventi; non è perciò ancora possibile sapere quale tipo di intervento è più efficace e quanto influisce il setting. È perciò questo l’obiettivo degli autori del presente lavoro.


In evidenza

L’effetto dell’interazione sinergica derivante da più livelli di intervento è stato evidenziato in particolare da uno studio qualitativo sugli interventi multilivello di prevenzione del suicidio in 4 Paesi EU (Harris, Maxwell, O’Connor, et al. 2016)


Implicazioni per la pratica

Gli autori raccomandano agli operatori e ai ricercatori di realizzare/diffondere interventi di prevenzione del suicidio, che includono: interventi di comunità, interventi psicologici e psicoterapeutici, interventi farmacoterapeutici, e interventi multilivello (comunità, dipartimenti d’emergenza e reparti psichiatrici ospedalieri, ambulatori extra-ospedalieri di salute mentale).
In particolare vengono suggeriti gli interventi multilivello, potenzialmente maggiormente efficaci grazie all’effetto “sinergico”.
Inoltre, suggeriscono di porre maggiore attenzione alla valutazione del rischio suicidario, da effettuarsi con metodologie diverse per i soggetti/gruppi a rischio e per le persone che hanno già tentato il suicidio; le differenze tra i due gruppi di persone riguardano:


- le caratteristiche demografiche


- tipi di disturbi psicologici e/o psichiatrici


- i metodi di suicidio adottati


- il setting di intervento


Per quanto riguarda il setting di intervento, in specifico: per i sopravvissuti all’atto suicidario sono maggiormente efficaci gli interventi in ospedale e nel setting comunità; per la riduzione dei tentativi di suicidio, sembra più indicato intervenire all’interno degli ambulatori territoriali di salute mentale, con un focus sul rinforzo delle competenze di autonomia.

Un esempio concreto di intervento multilivello, in ambito comunitario: azioni contemporanee quali la formazione degli operatori delle cure primarie su riconoscimento e gestione dei pensieri/comportamenti suicidari dei propri utenti, il coinvolgimento di figure di riferimento a scuola (insegnanti) e sul territorio (ad esempio i preti) per individuare le persone a rischio, la realizzazione di una campagna di promozione sociale, l’attenzione a fornire alla stampa indicazioni chiare su come scrivere/parlare del suicidio, la formazione tra peer nei luoghi di aggregazione giovanile scolastici ed extra scolastici.


Giudizio di qualità revisione

Alta (valutata con chek list AMSTAR)


Riferimento bibliografico revisione

Hofstra E, van Nieuwenhuizen C, Bakker M, et al. Effectiveness of suicide prevention interventions: A systematic review and meta-analysis. Gen Hosp Psychiatry. 2020;63:127-140. doi:10.1016/j.genhosppsych.2019.04.011


Altri riferimenti

Harris, Maxwell, O’Connor, et al. Exploring synergistic interactions and catalysts in complex interventions: longitudinal, mixed methods case studies of an optimised multi-livel suicide prevention intervention in four European countries (Ospi-Europe). BMC Public Health 2016, 16 (1): 268


Setting - comunitario - scolastico - sanitario -
Aree di intervento - salute mentale -
Parole chiave - salute mentale - suicidio - comunità - prevenzione -
Outcome

Prevenzione/riduzione del suicidio


Sintesi e traduzione

Sintesi e traduzione a cura di Rita Longo, DoRS, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Piemonte, Italia.