NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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Interventi per la prevenzione del dolore cervicale in chi svolge lavori d’ufficio
Data di inserimento 12/10/2021
Anno 2021
Domanda di ricerca

Interventi di promozione dell’attività fisica e l’adozione di misure per rendere più ergonomica la postazione di lavoro determinano una riduzione della severità e della prevalenza della cervicalgia e dell’assenteismo lavorativo in chi svolge lavori d’ufficio?


Quello che conta

La revisione sistematica ha considerato 29 studi randomizzati controllati (RCT) (per un totale di quasi 8.400 partecipanti), di cui 6 sono stati inclusi nella metanalisi-meta-regressione (in totale 1.674 partecipanti).

Gli interventi considerati sono stati classificati in quattro gruppi: a) mirati a migliorare la salute mentale; b) mirati a migliorare la salute fisica (interventi di promozione dell’attività fisica in generale) e a fare pause programmate; c) mirati a migliorare la performance (esercizi di resistenza e di rafforzamento della muscolatura di collo e spalle); d) mirati a migliorare la postazione di lavoro.

Tutti e 29 gli studi hanno misurato l’effetto degli interventi sulla prevalenza e sulla gravità della sintomatologia dolorosa, mentre soltanto sette studi hanno valutato l’effetto sull’assenteismo lavorativo.

L’effetto sulla riduzione del dolore nel gruppo trattato è stato principalmente valutato tramite punteggio autoriferito su scala visuo-analogica (VAS), altre scale di valutazione numeriche o verbali, o come proporzione di lavoratori con sintomatologia dolorosa sul totale dei lavoratori che hanno preso parte agli interventi.

Complessivamente, il punteggio su scala VAS in chi è stato sottoposto agli interventi si è ridotto da 0,5 fino a 2 punti nelle 52 settimane successive all’intervento. Al contrario, nei gruppi di controllo il dolore è generalmente aumentato oppure è rimasto stabile; in alcuni studi si è ridotto, ma al massimo di 1,5 punti.

La riduzione maggiore del punteggio VAS di misurazione del dolore al follow-up a 10 e 13 settimane l’ha avuta chi ha partecipato a interventi che prevedevano l’allenamento della forza isometrica o a interventi che prevedevano esercizi della durata di 12 minuti volti a migliorare la resistenza muscolare o chi ha praticato esercizi di stretching e di rafforzamento della muscolatura del collo.

Nella meta-analisi, il punteggio VAS si è ridotto in maniera statisticamente significativa sia nel caso degli interventi volti a migliorare la performance fisica (z = 3,96; P ≤ 0.001), che nel caso di quelli volti a rendere la postazione di lavoro più ergonomica (z = 6.28; P 0,001).


Caveat

Le prove di efficacia sono di scarsa qualità: molti studi primari hanno mancato di riportare se sono stati seguiti i criteri di sequence generation e allocation concealment nella randomizzazione dei partecipanti. Inoltre, il fatto che non sono stati resi disponibili i protocolli degli studi rende possibile il bias di pubblicazione.

Le caratteristiche, la durata, l'intensità e la metodologia degli interventi variava tra gli studi primari, rendendo difficile la comparazione. Inoltre, nella maggior parte degli studi le variazioni della sintomatologia dolorosa, della prevalenza di disturbi muscoloscheletrici e della prevalenza della disabilità è stata valutata utilizzando strumenti di auto-valutazione diversi, in alcuni casi anche non standardizzati; per questo motivo la meta-analisi si è limitata a considerare solo sei studi.

Infine, nessuno degli strumenti utilizzati nei 29 studi ha misurato la maggior parte degli elementi nei domini della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) con gli stessi intervalli temporali.


Contesto

La cervicalgia è un disturbo muscoloscheletrico con un’alta prevalenza in chi svolge lavori d’ufficio. Nella popolazione generale, due persone su tre nella loro vita soffrono di almeno un episodio di cervicalgia, e la prevalenza è più alta nelle fasce di età intermedie. La più alta incidenza di cervicalgia è riportata per i videoterminalisti. Sovente, gli interventi condotti in ambito occupazionale mirano a prevenire o a ridurre la sintomatologia dolorosa e a migliorare la qualità del lavoro. Tuttavia, poco si conosce ancora circa l'effetto di interventi combinati.


In evidenza

Gli interventi che hanno dimostrato la maggiore efficacia sono stati quelli di promozione dell’attività fisica e quelli volti a rafforzare la muscolatura di collo e spalle. Gli interventi di riorganizzazione dell’ambiente di lavoro orientati a ridurre il rischio ergonomico sono quelli che, da soli, hanno avuto i benefici minori. È pertanto sempre utile combinare questi ultimi con interventi di promozione dell’attività fisica e/o di rafforzamento della muscolatura di collo e spalle, anche per ridurre la sedentarietà nei videoterminalisti.


Implicazioni per la pratica

Interventi multidimensionali per il rafforzamento della muscolatura di collo e spalle e modifiche delle postazioni di lavoro per ridurre il rischio ergonomico sono efficaci, sebbene le prove attualmente a disposizione siano di scarsa qualità.

In futuro, gli studi clinici per la valutazione dell’efficacia di tali interventi dovrebbero utilizzare la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) in modo da unificare e standardizzare il linguaggio ed avere un unico modello concettuale di riferimento per la descrizione della salute e degli stati ad essa correlati.

Inoltre, è raccomandabile che per la quantificazione della riduzione del dolore e della disabilità si utilizzino strumenti di autovalutazione validati.


Giudizio di qualità revisione

Alta. La metodologia adottata è quella tipica delle Cochrane Collaboration e a garanzia della trasparenza e completezza del processo di revisione è stata utilizzata la checklist PRISMA. La qualità delle prove di efficacia è stata valutata con una versione modificata del sistema GRADE.


Riferimento bibliografico revisione

Frutiger M, Borotkanics R. Systematic Review and Meta-Analysis Suggest Strength Training and Workplace Modifications May Reduce Neck Pain in Office Workers. Pain Pract. 2021 Jan;21(1):100-131. doi: 10.1111/papr.12940. Epub 2020 Aug 10. PMID: 32657531.


Altri riferimenti
  1. Gram B, Andersen C, Zebis MK, et al. Effect of training supervision on effectiveness of strength training for reducing neck/shoulder pain and headache in office workers: cluster randomized controlled trial. Biomed Res Int. 2014;2014:693013.
  2. Tunwattanapong P, Kongkasuwan R, Kuptniratsaikul V. The effectiveness of a neck and shoulder stretching exercise program among office workers with neck pain: a randomized controlled trial. Clin Rehabil. 2016;30:64–72.
  3. Viljanen M, Malmivara A, Uitti J, Rinne M, Palmroos P, Laippala P. Effectiveness of dynamic muscle training, relaxation training, or ordinary activity for chronic neck pain: randomised controlled trial. BMJ. 2003;327:475.
  4. Conlon CF, Krause N, Rempel DM. A randomized controlled trial evaluating an alternative mouse and forearm support on upper body discomfort and musculoskeletal
  5. Rempel DM, Wang PC, Janowitz I, Harrison RJ, Yu F, Ritz BR. A randomized controlled trial evaluating the effects of new task chairs on shoulder and neck pain among sewing machine operators: the Los Angeles garment study. Spine. 2007;32:931–938
  6. Bernaards CM, Ariens GA, Knol DL, Hildebrandt VH. The effectiveness of a work style intervention and a lifestyle physical activity intervention on the recovery from neck and upper limb symptoms in computer workers. Pain. 2007;132:142–153

Setting - ambiente di lavoro -
Aree di intervento - salute e sicurezza lavoro -
Parole chiave - sedentarietà - lavoratori ufficio - problemi muscoloscheletrici - stress - luogo di lavoro -
Outcome

Gravità o prevalenza della cervicalgia non dovuta a patologie specifiche (quali radicolopatia cervicale, tumori, processi infettivi o infiammatori o fratture); assenteismo o presenzialismo lavorativo. Sono stati inclusi anche studi in cui veniva misurato lo stato funzionale, il benessere o la qualità della vita.


Sintesi e traduzione

Sintesi e traduzione a cura di Miriam Levi, UFC Epidemiologia, Azienda USL Toscana centro, Italia.