NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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10/10/2024

Autoprelievo HPV per lo screening del cancro cervicale: una revisione sistematica di opinioni e preferenze

A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze

 

Il cancro cervicale è uno dei tipi di cancro più frequenti nelle donne a livello globale, mentre rappresenta una delle principali cause di mortalità legata al cancro nei paesi a basso e medio reddito. L'incidenza e la mortalità di questa neoplasia sono diminuite grazie allo screening cervicale, in particolare nelle aree ad alto reddito dove i programmi di screening offrono una maggiore copertura. Tuttavia, l'11% delle donne italiane ha dichiarato di non aver mai effettuato lo screening o di aver atteso più a lungo del previsto per farlo a causa della mancanza di tempo oppure per vergogna o ansia. 

In una precedente scheda (NIEBP - Utilizzo dell’auto-prelievo cervicale nel programma di screening per la cervice uterina) è stato messo in evidenza come l'auto-prelievo abbia il potenziale di aumentare l'adesione dello screening del cancro cervicale. Lo scopo di questa review è quello di analizzare le opinioni e le preferenze delle donne nei confronti non solo del metodo di auto-prelievo, ma anche sui dispositivi utilizzati o sul setting dove l'auto-prelievo viene effettuato. Inoltre, questa revisione indaga eventuali differenze in sotto-gruppi specifici di donne, ad esempio in base all'età, alla provenienza geografica o in minoranze di genere. La conoscenza di tali fattori potrebbe permettere di individuare degli interventi specifici al fine di aumentare la copertura dello screening del tumore della cervice uterina.

 

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27/06/2024

Utilizzo dell’auto-prelievo cervicale nel programma di screening per la cervice uterina

A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze

Il cancro della cervice uterina è uno dei più comuni tipi di cancro nelle donne a livello globale, mentre rappresenta una delle principali cause di morte per tumore nei Paesi a basso e medio reddito. Lo screening cervicale ha ridotto sia l’incidenza che la mortalità di questo tumore, soprattutto nei setting ad alto reddito dove i programmi di screening prevedono più ampie coperture. Tuttavia, in Italia circa l’11% delle donne ha riferito di non essersi mai sottoposta allo screening o di averlo fatto in un lasso temporale maggiore del previsto, con motivazioni legate alla mancanza di tempo o a sensazioni come la paura o l’imbarazzo. Per tale motivo, già da alcuni anni sono in atto strategie per raggiungere la popolazione non aderente ai programmi di screening cervicale con nuove metodiche quali la distribuzione di kit per la ricerca del virus HPV tramite auto-prelievo.

L'auto-prelievo ha mostrato il potenziale di aumentare l'adesione allo screening del cancro cervicale: questa metanalisi ha dimostrato che i kit di auto-prelievo inviati direttamente a domicilio o offerti da un operatore sanitario “porta a porta” aumentano significativamente l'adesione allo screening rispetto allo screening regolare. Inoltre, l'adesione agli esami di II livello o al trattamento si è dimostrato simile a quella di altre metodiche di screening. Ulteriori ricerche sono necessarie per valutare l'efficacia e la fattibilità dell'auto-prelievo, soprattutto nei Paesi a basso reddito dove la copertura dei programmi di screening è attualmente limitata.

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11/12/2023

Interventi per la promozione dell'health literacy nei migranti

A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

 

La revisione sistematica pubblicata sulla Cochrane Library di Baumeister et al. si propone di valutare l’efficacia degli interventi di Health Literacy rivolti alle persone migranti.

Il concetto di Health literacy è correlato al concetto di Literacy e si riferisce alle conoscenze, motivazioni e competenze necessarie alle persone per accedere, capire, valutare e utilizzare le informazioni sulla salute, al fine di esprimere opinioni e prendere delle decisioni nella vita di tutti i giorni rispetto all’assistenza sanitaria, alla prevenzione delle malattie e alla promozione della salute e di mantenere o migliorare così la qualità della propria vita (Manuale monografico OMS, traduzione a cura di Dors)

La literacy è un fattore predittivo dello stato di salute di un individuo più forte rispetto al reddito, all’occupazione, al livello di istruzione e al gruppo di appartenenza.

Gli autori hanno individuato 34 studi che hanno coinvolto 8.249 migranti con un'ampia gamma di condizioni di salute. Tutti gli studi sono stati condotti in Paesi ad alto reddito. Tutti gli interventi sono stati adattati alla cultura, alla lingua e al livello di alfabetizzazione dei partecipanti. Molti studi hanno riportato risultati a breve termine (fino a sei settimane dopo la fine dell'intervento). I partecipanti erano migranti con un'ampia gamma di patologie. 

Gli autori hanno raggruppato gli studi inclusi in base alle componenti principali dell'intervento, alla complessità dell'intervento e al comparatore, ottenendo diversi confronti principali.

La revisione valuta Programmi di autogestione, di sviluppo delle competenze, di educazione attraverso l’utilizzo di audiovisivi, interventi consistenti nell’adattamento di istruzioni mediche. I risultati della revisione mostrano che alcuni di questi interventi sono promettenti per migliorare l’Health Literacy dei migranti.

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11/10/2023

Efficacia degli interventi psicosociali per ridurre l'utilizzo di stimolanti di tipo anfetaminico

  A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

Come sottolinea l’Osservatorio Europeo MCDDA, l’Europa è storicamente un mercato di produzione e consumo di droghe stimolanti quali anfetamine, metanfetamine ed ecstasy. Le indagini dell’Osservatorio, che raggruppano anfetamine e metanfetamine e sono condotte da 25 Paesi dell'UE tra il 2016 e il 2022, suggeriscono che 1,3 milioni di giovani adulti hanno fatto uso di anfetamine nell'ultimo anno. Le stime del consumo di metamfetamine ad alto rischio variano da un Paese all'altro e vanno dallo 0,37 per 1.000 abitanti di Cipro al 5,22 per 1.000 della Repubblica Ceca, con il 2,9 per 1.000 della Slovacchia.

Per quanto riguarda l'ecstasy (MDMA), le indagini condotte da 26 Paesi dell'UE tra il 2015 e il 2022 suggeriscono che 1,8 milioni di giovani adulti hanno fatto uso di MDMA nell'ultimo anno, mentre si stima che il 2,0% di coloro che hanno tra i 15 e i 24 anni abbiano fatto uso di MDMA nell'ultimo anno.

La principale proprietà di queste sostanze stimolanti consiste nell'aumentare lo stato di vigilanza e la resistenza alla fatica; esse inducono tolleranza e dipendenza fisica, ma soprattutto psichica. L'uso di anfetamine è un problema globale a causa dell'aumento dell'uso e dei danni al benessere fisico, mentale e sociale.

Una recente revisione di letteratura descrive e valuta l’efficacia degli interventi piscosociali per prevenire l’utilizzo di Anfetamine, Metanfetamine ed Ecstasy e prevenire gravi problemi di salute mentale o problemi legati ai comportamenti a rischio quali le malattie sessualmente trasmesse.

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03/07/2023

Interventi per la prevenzione della trasmissione di HIV ed Epatite C fra le persone che iniettano droghe per via parenterale.

 A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale

L’assunzione di droghe per via parenterale è associata a modelli di consumo di stupefacenti più dannosi e all’aumento del rischio di contrarre infezioni trasmissibili per via ematica, come l’HIV e l’epatite virale.

La riduzione del danno integra gli approcci che tendono a prevenire o a ridurre in generale il consumo di droga. Si basa sull’accettazione del fatto che molte persone nel mondo continuano a fare uso di sostanze psicoattive nonostante gli enormi sforzi per prevenire l’inizio o la prosecuzione dell’uso. Si riferisce a politiche, programmi e prassi che mirano a ridurre i danni correlati all’uso di sostanze psicoattive, quali la trasmissione del virus dell’HIV e dell’Epatite C.

L'incidenza di HIV e Epatite C è significativa tra le persone che utilizzano droghe; in Europa la prevalenza di epatite C tra i tossicodipendenti attivi è del 40%. I pazienti tossicodipendenti attivi e/o con storia di tossicodipendenza costituiscono da soli i 2/3 dei casi totali di HCV in Europa, e il 52% dei casi totali in Italia. Nel 2020 si sono registrate 563 nuove diagnosi di HIV (1,3 per milione di abitanti) e 128 nuove diagnosi di AIDS correlate al consumo di stupefacenti per via parenterale nell’Unione europea (fonte EMCDDA).

Gli autori hanno aggiornato una revisione sistematica del 2011 per valutare le ultime evidenze sull'efficacia degli interventi di riduzione del danno - trattamento delle droghe (terapia con agonisti oppioidi, programmi di scambio di aghi e siringhe e altri interventi) nella prevenzione della trasmissione dell'Epatite C e dell'HIV, e delle relative misure di rischio di infezione tra le persone che iniettano droghe. 

Il livello delle evidenze è alto rispetto alla precedente revisione effettuata nel 2011 (di cui questo lavoro costituisce l'aggiornamento).  Di seguito i principali risultati:

a) si evidenzia l'efficacia del trattamento con Farmaci Antagonisti Oppioidi per la riduzione di HIV e Epatite C per tutti gli esiti considerati.

b) si conferma, sulla base dei risultati positivi della revisione svolta nell'anno 2011, l'efficacia dei programmi di scambio siringhe e aghi nella riduzione del trattamento iniettivo e della trasmissione del virus HIV.

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14/10/2021

Le misure non farmacologiche nelle RSA per prevenire o ridurre l'infezione da SARS CoV-2

A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute -Regione Piemonte

Iniziata a fine 2019, la COVID-19, causata dal coronavirus SARS CoV-2, si è diffusa a livello mondiale. Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), per anziani o persone affette da disabilità, sono contesti ad alto rischio di focolai epidemici, con un carico di malattie e decessi molto alto tra i loro residenti.


14/10/2021

Gli effetti dell'attività fisica regolare sul sistema immunitario

A cura di Marta De Vito, Università del Piemonte Orientale

Nei Paesi della Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’inattività fisica è uno dei maggiori fattori di rischio per la salute e si stima sia responsabile di un milione di decessi annui (circa il 10% dei decessi totali della Regione) e di circa 8,3 milioni di anni di vita persi a causa di disabilità (Disability-adjusted life years, DALYs)1



01/06/2021

Come la pandemia ha evidenziato la centralità delle prove di efficacia nella scelta di priorità di intervento.

A cura di Fabrizio Faggiano (1)  e Alberto Baldasseroni (2), 

Comitato Scientifico del sito Niebp 

1) Dipartimento di Medicina Traslazionale, Università del Piemonte Orientale

2) in precedenza Cerimp, Firenze 

 

Siamo immersi ormai da 15 mesi nella pandemia COVID, una emergenza che non ci aspettavamo e che non solo ha procurato decine di migliaia di morti solo in Italia, oltre che centinaia di migliaia di ricoveri, ma ha cambiato profondamente le nostre vite, sia nelle relazioni sociali e con il lavoro che nel rapporto con sé stessi.


31/05/2021

Sistemi di promemoria/chiamata attiva per promuovere le vaccinazioni

Sintesi e commento a cura di Marta De Vito, Università del Piemonte Orientale

 

Pubblicata una nuova scheda di intervento:  I sistemi di promemoria/chiamata attiva per promuovere le vaccinazioni 

Le vaccinazioni sono uno strumento di prevenzione e controllo delle malattie infettive sicuro, economico ed efficace, costituendo uno dei più grandi risultati del XX secolo in Sanità Pubblica. Ad oggi, esistono vaccini in grado di proteggere da almeno 20 malattie infettive come difterite, tetano, pertosse, morbillo ed influenza, permettendo di evitare fino a 3 milioni di morti ogni anno (1). Con efficacia del vaccino si intende la capacità di prevenire la specifica malattia per cui è adoperato, riducendo i casi di malattia tra i soggetti vaccinati rispetto a non vaccinati.