NIEBP - Network Italiano Evidence Based Prevention

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25/03/2026

Triage con intelligenza artificiale nello screening del tumore della mammella

A cura di Andrea Guida, Staff Direzione Sanitaria Azienda USL Toscana Centro 

Lo screening mammografico si basa tradizionalmente sulla doppia lettura di ogni mammografia da parte di due radiologi. È un approccio efficace, ma in molti programmi la disponibilità di radiologi formati per lo screening rappresenta un vincolo organizzativo rilevante. Una nuova linea guida del Sistema Nazionale Linee Guida dell'ISS, pubblicata a dicembre 2025, affronta il tema dell'intelligenza artificiale nello screening e formula tre raccomandazioni. La più rilevante sul piano organizzativo riguarda il cosiddetto "triage IA": usare un algoritmo non per sostituire il radiologo, ma per decidere quali mammografie richiedono due lettori e quali ne basta uno.

Le evidenze provengono da due grandi studi condotti in Svezia e Danimarca, su oltre 200.000 donne. I risultati mostrano che il triage IA identifica più tumori rispetto alla doppia lettura tradizionale, (13 e 14 casi in più ogni 10.000 donne) e riduce il numero di letture richieste ai radiologi tra il 33% e il 44%. 

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23/06/2025

Il processo decisionale condiviso a supporto delle decisioni delle donne sullo screening per il tumore al seno

A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze 

 

Il cancro della mammella rappresenta il tumore più frequentemente diagnosticato tra le donne in Italia ma, grazie ai programmi di screening oncologico offerti dal Servizio Sanitario Nazionale, la maggior parte di questi tumori può essere diagnosticato in una fase precoce, permettendo trattamenti più efficaci e meno invasivi. Per favorire l'adesione ai programmi di screening, le linee guida internazionali raccomandano l'utilizzo del processo di decisione condivisa, che permette di integrare le evidenze scientifiche con le preferenze, i valori e le priorità della donna.
 
Obiettivo di questa revisione è quello di valutare se il processo di decisione condivisa possa aiutare le donne a sentirsi più soddisfatte e sicure della propria decisione. 

 

 

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12/03/2025

Efficacia degli interventi di promozione degli screening oncologici sui luoghi di lavoro

A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze

I casi di tumore stanno aumentando a livello globale, soprattutto nella fascia attiva della popolazione. Per ridurne l’incidenza e la mortalità, è importante seguire i programmi di screening oncologico offerti alla popolazione per favorire la diagnosi precoce del cancro. In questo scenario, i luoghi di lavoro possono giocare un ruolo fondamentale nella promozione della partecipazione agli esami di screening. L’obiettivo di questa revisione è quello di analizzare gli interventi utilizzati sui luoghi di lavoro per favorire non solo la conoscenza dei lavoratori degli screening oncologici, ma anche l’adesione agli stessi.

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14/10/2024

Implementare uno screening per il tumore del polmone?

 

A cura di Cristiano Piccinelli, SSD Epidemiologia e Screening (CRPT) dell’AOU Città della Salute e della Scienza 

 

Nel dicembre 2022, il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato nuove Raccomandazioni sugli screening oncologici, suggerendo di rafforzare quelli già esistenti e di valutare l'ampliamento dell’offerta per i tumori del polmone, della prostata e dello stomaco, basandosi su prime evidenze di efficacia. Sebbene l’impiego della TAC spirale a bassa dose abbia dimostrato una riduzione significativa della mortalità per tumore al polmone, rimangono ancora aperte numerose questioni prima di poterlo adottare come esame di screening su tutta la popolazione eleggibile. 

Per affrontare alcune di queste problematiche, in Italia sono stati condotti due studi pilota sullo screening del tumore polmonare. Un aspetto cruciale di questo processo è rappresentato dal ruolo del fumo di sigaretta, che continua a essere il principale fattore di rischio per il tumore del polmone, responsabile dell'80-90% dei casi. Pertanto, risulta essenziale investire in programmi di prevenzione e cessazione del fumo, integrando questi interventi all'interno degli screening organizzati.

Tuttavia, sono necessari ulteriori studi e protocolli chiari per massimizzare l'impatto di un programma di screening. In particolare, è importante migliorare la raccolta di dati sull’abitudine al fumo per identificare correttamente la popolazione a rischio, ridurre le incertezze legate alla sovradiagnosi e definire linee guida per la gestione dei reperti incidentali.

Un approccio integrato e ben strutturato, che unisca screening mirati e strategie di prevenzione, sarà fondamentale per ridurre l'incidenza e la mortalità del tumore al polmone, garantendo al contempo una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse sanitarie.

 

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10/10/2024

Autoprelievo HPV per lo screening del cancro cervicale: una revisione sistematica di opinioni e preferenze

A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze

 

Il cancro cervicale è uno dei tipi di cancro più frequenti nelle donne a livello globale, mentre rappresenta una delle principali cause di mortalità legata al cancro nei paesi a basso e medio reddito. L'incidenza e la mortalità di questa neoplasia sono diminuite grazie allo screening cervicale, in particolare nelle aree ad alto reddito dove i programmi di screening offrono una maggiore copertura. Tuttavia, l'11% delle donne italiane ha dichiarato di non aver mai effettuato lo screening o di aver atteso più a lungo del previsto per farlo a causa della mancanza di tempo oppure per vergogna o ansia. 

In una precedente scheda (NIEBP - Utilizzo dell’auto-prelievo cervicale nel programma di screening per la cervice uterina) è stato messo in evidenza come l'auto-prelievo abbia il potenziale di aumentare l'adesione dello screening del cancro cervicale. Lo scopo di questa review è quello di analizzare le opinioni e le preferenze delle donne nei confronti non solo del metodo di auto-prelievo, ma anche sui dispositivi utilizzati o sul setting dove l'auto-prelievo viene effettuato. Inoltre, questa revisione indaga eventuali differenze in sotto-gruppi specifici di donne, ad esempio in base all'età, alla provenienza geografica o in minoranze di genere. La conoscenza di tali fattori potrebbe permettere di individuare degli interventi specifici al fine di aumentare la copertura dello screening del tumore della cervice uterina.

 

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27/06/2024

Utilizzo dell’auto-prelievo cervicale nel programma di screening per la cervice uterina

A cura di Andrea Guida, Università degli Studi di Firenze

Il cancro della cervice uterina è uno dei più comuni tipi di cancro nelle donne a livello globale, mentre rappresenta una delle principali cause di morte per tumore nei Paesi a basso e medio reddito. Lo screening cervicale ha ridotto sia l’incidenza che la mortalità di questo tumore, soprattutto nei setting ad alto reddito dove i programmi di screening prevedono più ampie coperture. Tuttavia, in Italia circa l’11% delle donne ha riferito di non essersi mai sottoposta allo screening o di averlo fatto in un lasso temporale maggiore del previsto, con motivazioni legate alla mancanza di tempo o a sensazioni come la paura o l’imbarazzo. Per tale motivo, già da alcuni anni sono in atto strategie per raggiungere la popolazione non aderente ai programmi di screening cervicale con nuove metodiche quali la distribuzione di kit per la ricerca del virus HPV tramite auto-prelievo.

L'auto-prelievo ha mostrato il potenziale di aumentare l'adesione allo screening del cancro cervicale: questa metanalisi ha dimostrato che i kit di auto-prelievo inviati direttamente a domicilio o offerti da un operatore sanitario “porta a porta” aumentano significativamente l'adesione allo screening rispetto allo screening regolare. Inoltre, l'adesione agli esami di II livello o al trattamento si è dimostrato simile a quella di altre metodiche di screening. Ulteriori ricerche sono necessarie per valutare l'efficacia e la fattibilità dell'auto-prelievo, soprattutto nei Paesi a basso reddito dove la copertura dei programmi di screening è attualmente limitata.

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21/03/2023

Interventi educativi nelle scuole per migliorare l’adesione alla vaccinazione anti-HPV e allo screening cervicale

A cura di  Alessio Radi, Andrea Guida - Università di Firenze e Miriam Levi - UFC Epidemiologia, Azienda USL Toscana centro

 A livello mondiale, l’incidenza del cancro della cervice uterina è aumentata da circa 530.000 casi/anno a 570.000 casi/anno tra il 2012 e il 2018; nel 2018, circa 311.000 donne sono morte per questo tumore. Si stima che nei paesi a basso e medio reddito oltre 44 milioni di donne riceveranno una diagnosi di cancro della cervice nei prossimi 50 anni se non vengono implementate nuove misure di prevenzione.

Gli interventi educativi nelle scuole possano migliorare sia la consapevolezza delle ragazze sull’infezione da HPV e sulle sue complicanze, che l’adesione alla vaccinazione anti-HPV. Una revisione con metanalisi ha valutato l’efficacia degli interventi educativi per aumentare le conoscenze riguardanti il cancro della cervice, l’infezione da HPV e la vaccinazione contro l’HPV, la percezione del rischio di infezione da HPV e di sviluppare un cancro della cervice uterina, la propensione alla vaccinazione anti-HPV.

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01/03/2022

L’importanza dei programmi di screening organizzato per la prevenzione oncologica.

A cura di Cristiano Piccinelli,  SSD Epidemiologia e screening (CPO Piemonte) - AOU Città della Salute e della Scienza di Torino

L'Europa oggi rappresenta un decimo della popolazione mondiale, ma presenta un quarto dei casi di tumore nel mondo (1). In Italia secondo le stime prodotte dall’International Agency for Research on Cancer (IARC), se non saranno intraprese misure decisive, la stima di vite perse a causa del cancro aumenterà di oltre il 23% entro il 2035 (2). A questo scenario si aggiunge il grave impatto che la pandemia COVID-19 ha avuto sull’assistenza sanitaria ed in particolare su quella oncologica: l’interruzione, infatti, delle normali attività di prevenzione e trattamento e il ritardo nelle diagnosi si tradurranno in un aumento dei casi di tumori nei prossimi anni. Un ruolo molto rilevante in questo ambito di sanità pubblica è giocato dai programmi di screening che rappresentano una grande conquista nella prevenzione oncologica degli ultimi 30 anni.

I programmi di screening sono considerati efficaci solo per tutti i tipi di tumore. Al momento gli screening per cui è stata documentata l’efficacia sono quelli che riguardano i tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto. Tali screening sono raccomandati dal Codice Europeo Contro il Cancro, oltre che dalle Linee Guida della Commissione Europea e del Ministero della Salute.

Questi tumori sono molto frequenti che rappresentano quindi un importante problema di salute per la collettività e una consistente quota del carico di malattia attribuibile ai tumori. Hanno una lunga fase asintomatica e sono disponibili test in grado di individuarli proprio in quella fase. Inoltre esistono specifiche cure che, se applicate in fase precoce, possono aumentare la possibilità di guarire.

I programmi di screening organizzato sono elaborati e gestiti dai servizi sanitari nazionali o regionali al fine di garantire a tutti i cittadini l'opportunità di partecipare e di offrire al paziente in presenza di risultati anomali, le misure di sostegno e gli accertamenti diagnostici e i trattamenti del caso. Lo screening risulta più efficace se disponibile per tutta la popolazione elegibile se gli individui decidono di parteciparvi (3).

Purtroppo, a causa della pandemia Covid-19, l’interruzione e la difficoltà di ripresa a pieno regime delle attività sanitarie hanno ridotto fortemente il numero di esami diagnostici erogati. Le stime dell’Osservatorio Nazionale Screening (4) indicano che nel periodo che va da gennaio a dicembre 2020 ci sono state circa 3324 mancate diagnosi di tumore al seno, quasi 1299 per il cancro del colon-retto e circa 2.782 per le lesioni precancerose (o già cancerose) del collo dell’utero (5). Il Piano europeo di lotta contro il cancro, prevede il supporto agli Stati membri affinché, entro il 2025, sia garantita una copertura del 90% dei cittadini dell’Unione Europea per gli screening della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto.

Per raggiungere questi obiettivi, è necessario che vengano destinate risorse e si definiscano al più presto strategie per il recupero dell’attività arretrata, per ridurre al minimo l’impatto sulla salute che si osserverà nei prossimi anni.

 

Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore del colon-retto

Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore della cervice uterina

Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore mammario

Riferimenti bibliografici 

 

1. European Commission. Communication from the Commission to the European Parliament and the Council. “Europe's Beating Cancer Plan”. Brussels, 3.2.2021 COM(2021) 44 final

2. International Agency for Research on Cancer. “Cancer Tomorrow”. https://gco.iarc.fr/tomorrow/en/. 

3. Definizione dal Codice Europeo Contro il Cancro

4. Mantellini P et al. Ritardi maturati dai programmi di screening oncologici ai tempi del COVID-19 in Italia, velocità della ripartenza e stima dei possibili ritardi diagnostici. Epidemiol Prev 2020; 44 (5-6) Suppl 2:344-352.

5. https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/rapporto-sulla-ripartenza-degli-screening-dicembre-2020.