Allenamento alla mobilità: effetti sulla mobilità e sul declino funzionale negli anziani con fragilità
A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale
La fragilità è di solito legata alla presenza di patologie multiple, o croniche, ad uno stato di salute instabile; nelle persone fragili è maggiore il rischio di cadute e compromissione delle attività della vita quotidiana . Il 19% degli anziani in Italia è a rischio di fragilità, una condizione che si aggrava con l’età, riguarda nello specifico il 12% dei 65-74enni e il 30% fra gli ultra 85enni, è fortemente associata allo svantaggio socio-economico e disegna un chiaro gradiente geografico Nord-Sud: è quanto emerge dalla sorveglianza di popolazione PASSI d’Argento, 2016-2018.
Per gli anziani fragili è importante mantenere la mobilità ovvero la possibilità di cambiare e mantenere la posizione del corpo, camminare e muoversi. Gli interventi mirati al miglioramento della mobilità comprendono esercizi funzionali, come la posizione seduta in piedi, la camminata o l'esercizio del passo.
La revisione sistematica di Treacy e altri ha valutato l'efficacia di interventi atti ad allenare la mobilità in una popolazione anziana e fragile che vive in comunità, verificando se questi allenamenti riducono le cadute, gli incidenti domestici, migliorano l'autonomia le funzionalità generali. I dati della revisione suggeriscono l'utilità degli allenamenti, la cui efficacia sembra continuare anche sei mesi dopo l'intervento. Tuttavia, l'allenamento alla mobilità potrebbe fare poca o nessuna differenza rispetto al numero di persone che cadono o sono ricoverate in strutture di assistenza o rispetto al tasso di mortalità.
Effetti della m-health sulla salute psicosociale delle donne in stato di gravidanza: revisione sistematica
A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
La m-health consiste nell'uso di tecnologie e dispositivi elettronici mobili per l'erogazione di programmi/interventi di prevenzione, cura, riabilitazione, ricerca medica. Una revisione sistematica sull'impatto di tali interventi sulla salute psicosociale delle donne in stato di gravidanza ha evidenziato che la m-health migliora alcune capacità/competenze specifiche (autogestione, accettazione dello stato di gravidanza e supporto sociale), rappresentando inoltre uno strumento utile per raggiungere in particolare le donne incinte e le neo-mamme vulnerabili, che a causa di ostacoli sociali, culturali ed economici hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari e a reperire informazioni sulla salute.
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Efficacia degli interventi per la gestione dello stress negli insegnanti
A cura di Luisella Gilardi, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
Gli insegnanti sono una categoria professionale a forte rischio di stress, condizione esacerbata in questi ultimi due anni dalla pandemia. La revisione con meta-analisi di Paudel et al evidenzia come la terapia cognitivo comportamentale, la meditazione e la mindfulness applicata secondo i protocolli standard possono avere un effetto positivo sulla riduzione dello stress.
Interventi basati sull’empowerment per ridurre la violenza domestica
A cura di Marina Penasso, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
L’Oms stima che a livello globale più del 30% delle donne abbia subito violenza. In alcune comunità, gli uomini usano la violenza contro le donne per mantenere il loro potere e controllo. Scopo della revisione è di indagare alcuni approcci interventistici di responsabilizzazione delle donne per prevenire la violenza domestica. La revisione ha indicato che l'utilizzo di interventi economici insieme a interventi basati sulla comunicazione e sulla comunità sono efficaci nel ridurre il rischio di violenza domestica.
Programmi scolastici per la promozione dell’attività fisica e della forma fisica
A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
Un'attività fisica insufficiente è fattore di rischio per molte malattie croniche e per il cancro. Inoltre è noto che i modelli di attività fisica praticati da bambini si ripetono da adulti. Tuttavia, a livello mondiale, i bambini e adolescenti che praticano i 60 minuti di MVPA giornalieri rappresentano una percentuale dal 27% al 33%, in netto il calo nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria. Le scuole sono il luogo ideale per proporre interventi, in quanto bambini e adolescenti nel mondo vi trascorrono gran parte della loro giornata. La revisione Neil-Sztramko nel 2021 considera i programmi scolastici per la promozione dell'attività fisica. I programmi che incoraggiano e potenziano le occasioni di attività fisica durante le ore di scuola oppure prima e dopo la scuola, consentono a tutti i bambini e adolescenti di aumentare i livelli di attività fisica raccomandati, a prescindere da fattori come il comportamento dei genitori o le condizioni socio-economiche della famiglia.
Interventi di comunità volti a migliorare la salute mentale dei bambini e negli adolescenti rifugiati nei paesi ad alto reddito
A cura di Paola Capra, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
I bambini e adolescenti rifugiati, che si sono insediati nei paesi di accoglienza, dopo partenze forzose, causate da eventi naturali o provocati dall'uomo, rischiano problemi di salute mentale per i traumi vissuti prima e durante la migrazione e per le molte difficoltà incontrate dopo la migrazione. Rappresentano oltre il 50% dei rifugiati nel mondo e richiedono azioni di sostegno appropriate ed efficaci da parte delle comunità di appartenenza.
La revisione Soltan del 2022 valuta gli effetti degli interventi community-based indirizzati ai minori rifugiati nei paesi ad alto reddito, per la promozione della salute mentale e per la prevenzione e il trattamento dei principali problemi di salute mentale (ansia, depressione, disturbo da stress post-traumatico).
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Materiale on line del webinar "Il Network Italiano Evidence Based Prevention (NIEBP) a supporto dei Piani Regionali della Prevenzione"
Segnaliamo che è possibile consultare online il materiale e la registrazione del webinar tenutosi il 24 maggio 2022 dal seguente link:
Coping Power Programme: un intervento per le scuole indicato per ragazzi con disturbo del comportamento dirompente
A cura di Federico Pagnoni, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale
I disturbi da comportamento dirompente sono caratterizzati da problemi di autocontrollo delle emozioni e dei comportamenti e si manifestano anche con azioni che violano i diritti degli altri, come ad esempio l’aggressione, ponendo l’individuo in contrasto con le regole sociali. Fanno parte di questa categoria il disturbo oppositivo provocatorio, il disturbo esplosivo intermittente e quello della condotta.
Particolare attenzione va posta verso la popolazione giovanile affetta da tali disturbi in quanto essi rappresentano una delle principali cause di richiesta di consultazione nei centri di neuropsichiatria infantile, ed è associata a fallimento scolastico oltre che favorire l’utilizzo di sostanze d’abuso, fumo e stili di vita scorretti. In questo contesto gli insegnanti e la scuola possono svolgere un ruolo importante nella promozione di comportamenti corretti, socialità e nella gestione delle emozioni.
È proprio questo l’obiettivo dell’intervento Coping Power. Basato su diversi cluster RCT svoltosi in Italia e Paesi Bassi, esso è rivolto ad una popolazione di età compresa tra gli 8 ei 14 anni ed in particolare alle persone affette da disturbo del comportamento dirompente. L’intervento mira a prevenire l’uso di sostanze psicoattive, l’abuso di alcol, il fumo di tabacco e gli atteggiamenti antisociali.
Il programma è suddiviso in incontri per gli studenti ed incontri per i genitori. I primi si focalizzano sul riconoscimento di sentimenti ed emozioni, approcci di problem solving e sviluppo di abilità di comunicazione, mentre i secondi si concentrano sullo sviluppo di abilità genitoriali e gestione dello stress. Il docente viene preparato attraverso uno specifico corso di formazione svolto da personale accreditato.
Alla fine dell’intervento si è vista una riduzione statisticamente significativa dell’aggressività, dell’uso di sostanze psicoattive, dell’abitudine al fumo e dei livelli percepiti di stress. Inoltre è stato anche riscontrato un miglioramento nel comportamento sociale, nell’autocontrollo (iperattività e condotta) e nelle abilità genitoriali. Sulla base di questi risultati l’intervento è stato ritenuto promettente da parte dei principali repertori di interventi efficaci.
L'efficacia degli interventi psicosociali per la riduzione dell'abuso di alcol e sostanze da parte dei genitori di minori
A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale
L'uso di sostanze e l'abuso di alcol da parte dei genitori è una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica e la tutela dei minori, può essere dannoso per lo stesso genitore che fa uso di queste sostanze, per il suo partner e per i bambini che vivono con lui. Quando uno o entrambi i genitori abusano di alcol o fanno uso di droghe i figli hanno maggiori probabilità di subire lesioni e di avere problemi di salute fisica e mentale.
Diversi studi hanno esaminato interventi mirati a questo fattore di rischio. Lo studio qui analizzato, pubblicato nella Cochrane Library, si propone di stimare l'efficacia degli interventi psicosociali nel ridurre il consumo di sostanze da parte dei genitori. Sono stati analizzati diversi tipi di interventi psicosociali; alcuni interventi si concentravano sulla cessazione di consumo di alcol e droghe da parte dei genitori, altri sulle capacità genitoriali e sulle relazioni tra genitori e figli. Alcuni interventi psicosociali combinavano entrambe le cose. La maggior parte degli studi ha valutato interventi erogati alle madri.
Secondo gli autori della revisione gli interventi psicosociali possono aiutare i genitori a ridurre il consumo di alcol e di droghe. In particolare gli interventi che si concentrano sia sul consumo di alcol e droghe sia sul ruolo genitoriale risultano migliori per ridurre il consumo di alcol e droghe dei genitori. Inoltre, risulta opportuno che gli interventi non coinvolgano direttamente i bambini.
Gli effetti del Pilates sulla salute di individui con alto rischio di fratture: una revisione sistematica
A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale
Le cadute e le conseguenti fratture delle persone con disabilità motoria e/o cognitiva rappresentano una priorità per la sanità pubblica a causa della loro frequenza e gravità. Esistono fattori di rischio di caduta intrinseci, come le alterazioni legate all’età, oppure allo stato di malattia. Risulta importante la messa in opera di programmi e strategie di prevenzione per ridurre il rischio di cadute e fratture nella popolazione anziana o nella popolazione particolarmente a rischio.
Una revisione sistematica della letteratura ha valutato l'efficacia del Pilates, uno dei metodi di allenamento più apprezzati nelle palestre e nei centri di riabilitazione, per la riduzione delle fratture fra la popolazione a rischio. Il Pilates, originariamente sviluppato negli anni '30, si propone di migliorare allineamento posturale, equilibrio e forza muscolare attraverso sequenze controllate abbinate a una respirazione completa e ritmica.
Purtroppo le conclusioni delle revisione risentono della presenza di studi di qualità limitata: in termini di benefici la pratica del Pilates risulta promettente, anche se i rischi non sono sufficientemente studiati e l'effetto del Pilates sulle cadute e sulla densità ossea è incerto. Esistono evidenze che il Pilates abbia migliorato la condizione fisica e la qualità della vita correlata alla salute della popolazione considerata. In particolare, emerge dallo studio che il Pilates può migliorare la condizione fisica e la qualità della vita delle donne con osteoporosi. Gli autori raccomandano di svolgere Pilates all'interno di setting supervisionati da istruttori e fisioterapisti.
La durata dell’efficacia dei vaccini contro l’infezione da SARS-CoV-2 e la malattia da COVID-19: risultati di una metanalisi
A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
Obiettivo dello studio è stato verificare se l'efficacia del vaccino COVID-19 diminuisce nel tempo, questione fondamentale per informare la politica sui vaccini e la tempistica delle dosi di richiamo. L'efficacia del vaccino contro la malattia grave è rimasta elevata dopo 6 mesi, mentre è diminuita di circa 20-30 punti percentuali contro l'infezione e la malattia sintomatica.
Prevenzione primaria della violenza del partner intimo e della violenza sessuale tra i giovani: una revisione sistematica della Community Guide
A cura di Marina Penasso, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
Gli interventi di prevenzione primaria che mirano a prevenire o a ridurre la perpetrazione della violenza da parte del partner intimo e la violenza sessuale tra adolescenti e giovani, dai 12 ai 24 anni, sono efficaci nel ridurre la violenza e nel promuovere relazioni più sane tra coetanei e tra partner. Gli interventi si concentrano sulle seguenti strategie: insegnare come vivere una sana relazione, promuovere norme sociali che proteggano dalla violenza e creare ambienti protettivi.
Interventi universali e selettivi per promuovere una buona salute mentale tra i giovani: revisione sistematica e metanalisi
A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
I problemi di salute mentale rappresentano una delle 5 cause di morbilità e mortalità a livello mondiale tra i bambini e gli adolescenti.
Gli autori della revisione hanno indagato e dimostrata l'efficacia degli interventi universali e selettivi di promozione della salute mentale rivolti ai giovani, in particolare per alcune metodologie e su alcuni esiti/risultati di salute.
Efficacia e accettabilità degli interventi psicosociali rivolti a richiedenti asilo e rifugiati: revisione sistematica e meta-analisi
A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
I rifugiati e i richiedenti asilo possono sperimentare alti livelli di stress post migratori e andare incontro a una serie di problemi mentali gravi. La presente revisione analizza/valuta le evidenze attuali riguardo agli interventi psicosociali rivolti a questo gruppo di popolazione, evidenziandone l'accettabilità e l'efficacia, anche nel lungo periodo.
Comprendere le strategie per favorire il coinvolgimento dei partecipanti nell’ambito degli interventi digitali di promozione della salute mentale
A cura di Rita Longo, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute - Regione Piemonte
I disturbi mentali, in particolare disturbi di tipo ansioso e depressivo, sono in continuo aumento a livello mondiale, e sono tra le cause principali di anni di vita persi o vissuti con disabilità. Gli interventi informatici/digitali possono essere una soluzione per fare prevenzione e promozione della salute mentale sia per le situazioni cliniche sia per la popolazione in generale. Varie review sistematiche hanno indagato l’efficacia di questi interventi, individuando “il coinvolgimento dei partecipanti” come fattore cruciale per la loro efficacia.
Gli autori della revisione di cui è stata realizzata la scheda di sintesi hanno analizzato nel dettaglio le differenti strategie di coinvolgimento utilizzate nell’ambito degli interventi digitali di prevenzione e promozione della salute mentale, individuando alcune Raccomandazioni per la pratica.
Smart Working e benessere prima e durante la pandemia di COVID-19: una scoping review
A cura di Lidia Fubini, DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte
Scopo della revisione di Marino e Capone, 2021, è contribuire alla comprensione delle strategie di smart working e dell'effetto sul benessere individuale e organizzativo che potrebbe informare la ricerca e i programmi basati sull'evidenza per supportare il funzionamento professionale ottimale dei dipendenti durante e dopo la pandemia.
La pratica dei dipendenti che lavorano da remoto, lontano dal posto di lavoro convenzionale, è diventata un fenomeno vario e in rapida evoluzione. I processi di ridefinizione del lavoro, già in atto nell'era pre-pandemia, con l'avvento del COVID-19 sono diventati ampiamente richiesti. Diverse organizzazioni (terziario, istruzione, servizi professionali, pubblica amministrazione) sono state coinvolte nello smart working. Nello specifico, i ricercatori sostengono che nel settore pubblico c'è stato un uso generalizzato e indiscriminato dello smart working senza comprendere, in realtà, i requisiti per introdurre l'esperienza di smart working più che nel settore privato, che ha ulteriormente migliorato la pratica dello smart working.
Lo smart working si dimostra come una strategia di lavoro flessibile che può essere efficace sul benessere dei lavoratori quanto più i responsabili delle risorse umane si impegnano a coinvolgere e supportare i dipendenti proteggendoli dai periodi di criticità dovuti al cambiamento organizzativo.
Unplugged: un programma di educazione per le scuole volto a promuovere stili di vita sani e comportamenti corretti
A cura di Federico Pagnoni, Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Medicina Traslazionale
Le dipendenze sono un problema di interesse per la sanità pubblica: il fumo rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio comportamentali per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, respiratorie e neoplastiche mentre l’abuso di alcol ha forti ricadute sociali.
Particolare attenzione va posta verso la popolazione giovanile che maggiormente risente delle conseguenze negative correlate alla dipendenza. In questo contesto gli insegnanti e la scuola svolgono un ruolo centrale nella promozione di comportamenti corretti e stili di vita sani, favorendo il benessere e lo sviluppo psicosociale dei ragazzi.
È proprio questo l’obiettivo dell’intervento Unplugged. Basato su un cluster RCT svoltosi in sette Paesi europei e rivolto ad una popolazione di età compresa tra i 12 ed i 14 anni, esso mira a prevenire l’uso di sostanze psicoattive, l’abuso di alcol ed il fumo di tabacco attraverso il modello dell’influenza sociale.
Il programma è suddiviso in 12 moduli di circa un’ora ciascuno ed è condotto dall’insegnante in modo interattivo attraverso discussioni di gruppo, role play e brain storming. Il programma ampliato prevede anche attività guidate tra pari e workshop rivolti ai genitori degli alunni. Il docente viene preparato attraverso uno specifico corso di formazione svolto da personale accreditato.
Dopo tre mesi dall’intervento si è vista una riduzione del 30% della probabilità di fumare sigarette quotidianamente, del 31% di ubriacarsi frequentemente e del 23% di fare uso di cannabis e ad un anno, sebbene si riducano gli effetti sul fumo, rimangono costanti i risultati su alcol e cannabis: -20% di avere un abuso di alcol, -38% di averne frequentemente e -26% di fare uso frequente di cannabis. Con questi risultati questo intervento si allinea con i migliori programmi di prevenzione dello stesso tipo.
L’importanza dei programmi di screening organizzato per la prevenzione oncologica.
A cura di Cristiano Piccinelli, SSD Epidemiologia e screening (CPO Piemonte) - AOU Città della Salute e della Scienza di Torino
L'Europa oggi rappresenta un decimo della popolazione mondiale, ma presenta un quarto dei casi di tumore nel mondo (1). In Italia secondo le stime prodotte dall’International Agency for Research on Cancer (IARC), se non saranno intraprese misure decisive, la stima di vite perse a causa del cancro aumenterà di oltre il 23% entro il 2035 (2). A questo scenario si aggiunge il grave impatto che la pandemia COVID-19 ha avuto sull’assistenza sanitaria ed in particolare su quella oncologica: l’interruzione, infatti, delle normali attività di prevenzione e trattamento e il ritardo nelle diagnosi si tradurranno in un aumento dei casi di tumori nei prossimi anni. Un ruolo molto rilevante in questo ambito di sanità pubblica è giocato dai programmi di screening che rappresentano una grande conquista nella prevenzione oncologica degli ultimi 30 anni.
I programmi di screening sono considerati efficaci solo per tutti i tipi di tumore. Al momento gli screening per cui è stata documentata l’efficacia sono quelli che riguardano i tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto. Tali screening sono raccomandati dal Codice Europeo Contro il Cancro, oltre che dalle Linee Guida della Commissione Europea e del Ministero della Salute.
Questi tumori sono molto frequenti che rappresentano quindi un importante problema di salute per la collettività e una consistente quota del carico di malattia attribuibile ai tumori. Hanno una lunga fase asintomatica e sono disponibili test in grado di individuarli proprio in quella fase. Inoltre esistono specifiche cure che, se applicate in fase precoce, possono aumentare la possibilità di guarire.
I programmi di screening organizzato sono elaborati e gestiti dai servizi sanitari nazionali o regionali al fine di garantire a tutti i cittadini l'opportunità di partecipare e di offrire al paziente in presenza di risultati anomali, le misure di sostegno e gli accertamenti diagnostici e i trattamenti del caso. Lo screening risulta più efficace se disponibile per tutta la popolazione elegibile se gli individui decidono di parteciparvi (3).
Purtroppo, a causa della pandemia Covid-19, l’interruzione e la difficoltà di ripresa a pieno regime delle attività sanitarie hanno ridotto fortemente il numero di esami diagnostici erogati. Le stime dell’Osservatorio Nazionale Screening (4) indicano che nel periodo che va da gennaio a dicembre 2020 ci sono state circa 3324 mancate diagnosi di tumore al seno, quasi 1299 per il cancro del colon-retto e circa 2.782 per le lesioni precancerose (o già cancerose) del collo dell’utero (5). Il Piano europeo di lotta contro il cancro, prevede il supporto agli Stati membri affinché, entro il 2025, sia garantita una copertura del 90% dei cittadini dell’Unione Europea per gli screening della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto.
Per raggiungere questi obiettivi, è necessario che vengano destinate risorse e si definiscano al più presto strategie per il recupero dell’attività arretrata, per ridurre al minimo l’impatto sulla salute che si osserverà nei prossimi anni.
Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore del colon-retto
Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore della cervice uterina
Vai alla scheda di sintesi: Screening del tumore mammario
Riferimenti bibliografici
1. European Commission. Communication from the Commission to the European Parliament and the Council. “Europe's Beating Cancer Plan”. Brussels, 3.2.2021 COM(2021) 44 final
2. International Agency for Research on Cancer. “Cancer Tomorrow”. https://gco.iarc.fr/tomorrow/en/.
3. Definizione dal Codice Europeo Contro il Cancro
4. Mantellini P et al. Ritardi maturati dai programmi di screening oncologici ai tempi del COVID-19 in Italia, velocità della ripartenza e stima dei possibili ritardi diagnostici. Epidemiol Prev 2020; 44 (5-6) Suppl 2:344-352.
5. https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/rapporto-sulla-ripartenza-degli-screening-dicembre-2020.
La misure scolastiche per il contenimento della pandemia da Covid-19 nelle scuole
A cura di Paola Capra, DoRS Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute, Regione Piemonte
In risposta alla diffusione del virus SARS-CoV-2 e dell’ impatto della malattia Covid-19, i governi hanno implementato una varietà di misure per controllare la diffusione del virus e della malattia associata. Tra queste, ci sono le misure per controllare la pandemia nel contesto della scuola primaria e secondaria.
La revisione Krishnaratne 2022 intende rispondere al seguente quesito: quali sono le misure implementate nel contesto della scuola che consentono alle scuole di riaprire o rimanere aperte, in condizioni di sicurezza, durante la pandemia da Covid-19?
Sono inclusi 38 studi di cui, 33 studi hanno utilizzato modelli matematici previsionali e gli altri 5 dati tratti dal mondo reale.
Sono 4 le categorie di misure implementate nel contesto scolastico: misure per ridurre le opportunità di contatti (aprire solo le scuole primarie, frequenza a giorni o settimane alterne), misure per rendere più sicuri i contatti (uso di mascherine, ventilazione, disinfezione), azioni di sorveglianza attraverso screening dei sintomi o uso di test, misure multicomponenti.
Le misure valutate possono ridurre la trasmissione del virus SARS CoV-2 e di conseguenza l’infezione da Covid-19. Tali misure possono anche ridurre il numero di persone costrette al ricovero, mentre poco è noto su altre conseguenze sull’istruzione, la salute fisica o mentale. In ogni caso le conoscenze a disposizione derivano principalmente da studi fondati su modelli, mentre sono carenti gli studi realizzati nel mondo reale e che utilizzano dati reali.
L’allenamento e l’attività fisica per la prevenzione delle cadute accidentali nella popolazione adulta e anziana
A cura di Patrizia Brigoni, Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Medicina Traslazionale
Le cadute accidentali rappresentano una priorità per la sanità pubblica a causa della loro frequenza e gravità e producono conseguenze rilevanti in termini di disabilità, ricoveri e mortalità, soprattutto nelle persone anziane, causando costi umani, sociali e materiali straordinari. Incorrono in cadute soprattutto le persone anziane sole o istituzionalizzate.
I due lavori qui considerati, la revisione Cochrane di Sherrington et al. del 2019 e la revisione di Caristia et al. del 2021, hanno valutato l’effetto di interventi di allenamento e attività fisica volti a ridurre l’incidenza delle cadute nella popolazione adulta e anziana.
Lo studio di Sherrington ha incluso gli RCT che valutano gli effetti di ogni forma di esercizio fisico come singolo intervento per la prevenzione delle cadute di soggetti con più di 60 anni che vivono in comunità. Sono esclusi gli interventi focalizzati su condizioni particolari (es. riabilitazione dopo infarto).
I risultati mostrano che le diverse tipologie di esercizio fisico hanno differente impatto sulle cadute degli anziani. Rispetto ai controlli, esercizi sull’equilibrio e funzionali riducono le cadute del 24%; se a questi esercizi sono aggiunti esercizi di resistenza, la riduzione delle cadute sale al 34%. Il Tai Chi può ridurre il tasso di cadute del 19% (basso grado di evidenza).
Risultano invece incerti gli effetti di danza o programmi di cammino sull’incidenza di cadute. Non vi sono trial che comparano esercizi mirati alla flessibilità o a endurance rispetto a controlli.
Anche la revisione di Caristia et al. ha incluso studi sperimentali ed ha evidenziato i benefici dell'esercizio fisico nella prevenzione delle cadute accidentali. Gli interventi più efficaci sono risultati gli allenamenti "tridimensionali" che prevedono movimento su tutti e tre i piani spaziali, come per esempio, Tai Chi, danza; esercizi di equilibrio. Anche in questo studio si registra un alto grado di evidenza soprattutto sull’efficacia degli esercizi volti a potenziare l’equilibrio e degli esercizi funzionali.
I risultati della ricerca indicano inoltre l'importanza di garantire la sicurezza dell’ambiente in cui i pazienti sono impegnati, quando si conducono interventi volti a promuovere l'attività fisica.
Gli autori sottolineano l'efficacia della pratica dell'esercizio quando svolto in gruppo con il supporto di un istruttore o un fisioterapista. In alternativa, gli esercizi praticati individualmente a casa sono efficaci se praticati dopo un periodo di formazione o in combinazione con una frequenza regolare di lezioni.
Sebbene le prove rilevate in entrambe le revisioni non siano sempre di qualità elevata, è tuttavia possibile ricavare l’indicazione che è opportuno incoraggiare e sostenere la pratica dell’attività fisica nelle comunità locali per i soggetti adulti e durante l’invecchiamento, privilegiando le pratiche volte a migliorare le capacità di equilibrio, di resistenza, e la forza muscolare
Vai alla scheda di sintesi della revisione di Sherrington et al.
Vai alla scheda di sintesi della revisione di Caristia et al.
